Nietzsche e il postnichilismo

Nietzsche e il postnichilismo

Pubblico la prima parte di un lavoro (cioè di un pensiero argomentato) che mi porto dietro da troppi anni. Dal 2004 – quando una versione di questo lavoro andò a costituire la mia tesi di laurea.

Negli anni successivi il pensiero – argomentando e argomentandosi – è poi passato dal postnichilismo all’ecofenomenologia. Con il primo che è un’indispensabile introduzione alla seconda ma introduzione rimane. E come tale – adesso che mi sento con forza nel dovere di argomentare per esteso il secondo pensiero – relativamente e basta mi interessa.

Da qui la lungaggine di tutti questi anni. E il mancare – ancora – della seconda parte del lavoro. Quella intitolata al “postnichilismo”. E che comunque ho già piuttosto ampiamente esemplificato nel saggio su Tozzi e altrove. Per non dire – in ogni opera completata nel frattempo.

Lascio il vecchio abstract introduttivo e provo a promettere di completare la seconda parte del lavoro nel giro di una decina di mesi.

 

Superfetazione della mia tesi di laurea. Due parti di 50 brevi capitoli l’una.
Nella prima parte intitolata “Nietzsche” il nome “Nietzsche” non compare mai né vi compaiono altri nomi propri né frasi grammaticalmente in forma negativa. Ognuno dei 50 capitoli ha per tema un aspetto di quello che si considera il “postnichilismo” di Nietzsche. Ognuno dei 50 capitoli cerca di far parlare il più possibile Nietzsche riferendosi soltanto alle sue opere edite ed escludendo le tre più famose e manipolate – la “Nascita della tragedia” lo “Zarathustra” e la “Volontà di potenza”. Pur nell’abissalità dell’argomento il “Nietzsche” è pensato per poter esser letto da chiunque abbia una cultura liceale. Non vi sono note né bibliografia. E se risulta un’interpretazione neoilluministica di Nietzsche è originale per la categoria di postnichilismo. Se quest’ultima non lo è abbastanza lo diventa quando si traduce in termini fenomenologici ed ecologici cioè ecofenomenologici.
Tutto ciò si esplicita nella seconda parte intitolata “Postnichilismo” e suddivisa in 50 compressi capitoli sottoforma d’altrettante recensioni a testi filosofici e non e più o meno classici. Vi si fa parlare il più possibile i testi stessi che rimandano l’uno all’altro solo concettualmente non svolgendosi affatto qui opera storica. Astoricamente e al pari della prima parte non v’è all’interno dei singoli capitoli nemmeno un nome proprio una lettera grande o un riferimento extratestuale. Si prende il positivo postnichilistico di ogni testo e lo si mette in relazione col positivo e soltanto col positivo postnichilistico degli altri. Oltreché ecologica e fenomenologica dovrebbe risultarne una declinazione del postnichilismo epistemologica etica estetica ed esistenziale. Da Hume a Vasco Rossi passando per tutti gli altri autori citati con la loro opera da cui sono state fatte le estrapolazioni nell’unica nota a piè propria di ogni capitolo.

 

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